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EDITORIALE: ECCOCI!

E’ buona norma, nel momento in cui si presenta il numero zero di una nuova pubblicazione, informare i propri potenziali lettori sui risultati che ci si propone di raggiungere e sui mezzi con i quali si intende farlo. Ma se questo è vero in generale, lo è ancora di più nel caso della “Gazza ladra”: ossia di un giornale pensato espressamente come strumento di informazione e servizio rivolto ad un universo - quello penitenziario - rispetto al quale la necessità di chiarezza e trasparenza è particolarmente viva.

Quali sono, quindi, gli obiettivi che intendiamo perseguire?

Ci piacerebbe, innanzitutto, che la “Gazza ladra” riuscisse ad essere praticamente utile. Utile per i detenuti che ancora oggi, nella grande maggioranza, vivono la propria condizione senza una sufficiente conoscenza dei propri diritti, delle possibilità che l’ordinamento offre loro e delle strade percorribili per attivare gli uni e le altre. Utile, in parole povere, per contribuire a risolvere i mille problemi che - quotidianamente - i carcerati si trovano a dover affrontare: comprendere una legge o un articolo di codice, contattare un avvocato o una comunità terapeutica, compilare un modulo, trovare un’occasione di reinserimento abitativo o lavorativo e quant’altro.

Vorremmo, in secondo luogo, che questo giornale potesse funzionare quale strumento di collegamento.
Uno strumento di collegamento tra i detenuti novaresi e le diverse realtà che sul territorio - a vario titolo - si occupano delle problematiche connesse alla detenzione: associazioni culturali, religiose e di volontariato, centri di formazione linguistica o professionale, uffici pubblici preposti all’implementazione delle politiche sociali e via enumerando. Ma anche, più in generale, uno strumento di collegamento tra popolazione detenuta e società civile, che possa contribuire anche a Novara - come già accade altrove - a spezzare l’impermeabilità reciproca tra carcere e ambiente circostante: siamo in effetti convinti che proprio la separatezza e l’invisibilità del “dentro” rispetto al “fuori” costituiscano la principale causa di quella diffusa disinformazione e di quei radicati pregiudizi che tanto spesso rendono difficile o impossibile l’adozione di pratiche e politiche penitenziarie coraggiose ed avanzate.

Il terzo obiettivo che proveremo a realizzare consisterà nel tentare di fare della “Gazza ladra” un concreto veicolo di informazione e dibattito. Un veicolo di informazione sul carcere e sulle diverse esperienze nazionali ed internazionali che attorno ad esso ruotano, naturalmente: che siano di carattere giornalistico o lavorativo, scolastiche o culturali, volte al reinserimento sociale dei detenuti o al miglioramento delle condizioni di vita interne. Ma anche un veicolo di dibattito e scambio di idee sulle più generali teorie del diritto, della penalità, del controllo sociale e del rapporto carcere/società: dalla pena di morte alla depenalizzazione, dalla questione dell’ergastolo alle difficoltà che incontra l’applicazione delle misure alternative, dalla questione della multietnicità intra ed extramuraria al problema dei media, della spettacolarizzazione della devianza e del rapporto tra sicurezza reale e percepita.

Saremo contenti, infine, se il giornale saprà evitare di confinarsi nella esclusiva dimensione del carcere e delle sue problematiche specifiche, seppure per noi fondamentali. A questo scopo daremo senz’altro voce a una pluralità di interventi e di contributi di natura politica e culturale, artistica e - perché no? - legata al semplice intrattenimento. Dopotutto, nessuno meglio di noi può sapere che i detenuti - oltre che tali - sono anche donne e uomini normali e normalmente ricchi di interessi e di curiosità: dipendenti ma anche indipendenti dalla particolarità della loro momentanea condizione.

Fin qui, dunque, i fini che cercheremo di raggiungere. Con quali mezzi?

Beh, è quasi superfluo sottolineare che la prima e più importante risorsa di cui possiamo disporre siamo evidentemente noi stessi. Ossia un gruppo di persone detenute, ex detenute, semilibere o libere: diversissime tra loro quanto a storia personale, formazione culturale, nazionalità e convinzioni politiche o religiose. Accomunate però - e ci pare importante - dalla possibilità di parlare del carcere e della detenzione per esperienza diretta e non per sentito dire. Si tratta di un gruppo aperto, ci teniamo a chiarirlo subito. Aperto al contributo di chiunque – associazioni o singoli, esperti o semplici cittadini reclusi e non, figure istituzionali o extraistituzionali – voglia camminare con noi ed aiutarci a raggiungere gli obiettivi che spiegano e giustificano l’esistenza di questo foglio. Fortunatamente molti amici lo stanno già facendo, come appare anche dai contenuti di questo primo numero: siamo fermamente convinti che proprio dalla frequenza e dall’intensità di questi diversi apporti dipenderà, in grandissima parte, la riuscita o il fallimento del progetto “Gazza ladra”.

Va da sé, last but not least, che un’importanza primaria riveste e rivestirà sempre - nel garantire un’accettabile qualità del giornale - la solidità del rapporto e della collaborazione tra redazione esterna e redazione interna. Sappiamo perfettamente quanto sia difficile lavorare in una realtà coatta: ma sappiamo anche quanto sia fondamentale - per un giornale come il nostro - il concorso attivo e continuativo di chi il carcere lo vive nel presente e quotidianamente sulla propria pelle.

Bene, non ci resta che iniziare: la Gazza ladra prova a volare.

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Copertina
Tempo da buttare?
Pagina 2
Editoriale: eccoci
Pagina 3
Le parole per dirlo
Chi è Tamara
Pagina 4
Conoscere l'AIDS
Speciale indulto
Ai lettori
Niente applausi
Diamo i numeri
Storia e politica
Testo integrale l. 241/06
Spazio U.E.P.E.
Pagina 13
Intervista al Magistrato
La recidiva è fisiologica
Pagina 14
Perchè migranti
Sigaretta e dentifricio
Pagina 15
Vivere e lavorare
 
 
 

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2006 la gazza ladra - periodico online dei detenuti di novara - powered by multidea