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SIGARETTA E DENTIFRICIO

è sempre la stessa storia

I dati recenti parlano di circa 60 mila detenuti nelle carceri italiane, una popolazione che tende a crescere. Ma chi sono le persone che popolano queste strutture che da molti di noi vengono viste soltanto di passaggio, e che spesso attirano il nostro sguardo soltanto per i muri alti che le circondano?
Metà sono emigrati irregolari che si sono macchiati in gran numero di reati di microcriminalità. Si tratta pertanto di persone che, non riuscendo a regolarizzare la loro posizione sul territorio, cadono spesso nella vasta rete della criminalità, venendo usati come manovalanza a poco prezzo. Costoro, una volta arrestati, cadono di fatto in una sorta di dimenticatoio: senza parenti, senza legami, e senza colloqui in carcere, si trovano a vivere una situazione di grande disagio. E difatti, ammassate nei grandi celloni, si vedono quasi sempre persone che non hanno nulla, che non riescono a comunicare nemmeno con il personale del carcere, viste le difficoltà di lingua, di religione, e di cultura. Per riuscire a fumare una sigaretta, o cambiare la maglietta, devono elemosinare tra gli altri detenuti più fortunati di loro, vivendo una situazione di continua umiliazione.
Lo spazzolino e il dentifricio diventano, per queste persone, un lusso irraggiungibile, visto che il carcere non fornisce che una saponetta e un rotolo di carta igienica. Così anche l'igiene personale gli viene negata.
In questa situazione i carcerati stessi alzano una barriera fra i più fortunati e i meno fortunati: i detenuti guardano bene chi prendere in cella e se per caso gli agenti ti inseriscono in una cella di gente che riesce a farsi la spesa e avere il necessario per una vita più decente ti vedrai costretto, dopo poco tempo, a farti da parte e a scegliere da solo le celle degli emarginati. Perché è vero che puoi accettare l'aiuto all'inizio, ma dopo un po' devi capire che nessuno è obbligato a spendere soldi per te! E così il carcere, che dovrebbe essere un luogo di reinserimento, di educazione del carcerato diventa un mondo che coltiva l'odio e l'emarginazione, un laboratorio che fa nascere nei piccoli delinquenti aspirazioni di reati maggiori che - nel loro ragionamento - gli permetteranno di avere più soldi e più rispetto in un eventuale rientro nel carcere!

E come nel mondo libero, anche qua i ricchi stanno insieme ai ricchi, e i poveri stanno con i poveri.

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Copertina
Tempo da buttare?
Pagina 2
Editoriale: eccoci
Pagina 3
Le parole per dirlo
Chi è Tamara
Pagina 4
Conoscere l'AIDS
Speciale indulto
Ai lettori
Niente applausi
Diamo i numeri
Storia e politica
Testo integrale l. 241/06
Spazio U.E.P.E.
Pagina 13
Intervista al Magistrato
La recidiva è fisiologica
Pagina 14
Perchè migranti
Sigaretta e dentifricio
Pagina 15
Vivere e lavorare
 
 
 
 

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