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VIVERE E LAVORARE

Rubrica di sopravvivenza quotidiana

La recente concessione di un provvedimento indultivo di ampio respiro – attraverso la promulgazione della Legge n° 241 del 31 luglio 2006 – ha certamente consentito di normalizzare una situazione penitenziaria che il sovraffollamento aveva da tempo reso patologica e obiettivamente in contrasto con gli standard minimi di vivibilità intramuraria consoni ad un paese civile.
La funzionalità dell’indulto, tuttavia, non si è limitata al crisis management di una emergenza sociale e umanitaria: un salutare e positivo effetto collaterale della legge è in effetti consistito nella visibilizzazione delle drammatiche difficoltà di reinserimento abitativo e lavorativo che troppo spesso attendono chi si trova ad avere scontato la propria pena.

Parliamo semplicemente di visibilizzazione perché riteniamo importante chiarire come tali difficoltà – peraltro talvolta esasperate e spettacolarizzate oltremisura a livello mediatico – non costituiscano affatto una conseguenza dell’indulto in quanto tale: le stesse persone che si sono ritrovate “in mezzo alla strada” a causa del provvedimento in questione avrebbero subito il medesimo destino al termine della loro condanna. Vale a dire nel giro di pochi mesi o di pochissimi anni.
Certo, si sarebbe trattato di un processo più molecolare e meno disturbante per la coscienza civile: ma non perciò meno doloroso per i protagonisti. Non meno doloroso e, purtroppo, decisamente più oscuro e misconosciuto.

Sotto questo profilo, di conseguenza, la legge 241 rappresenta un’occasione da non perdere per mettere in agenda – a tutti i livelli istituzionali ed extraistituzionali, ed in modo per quanto possibile non congiunturale – l’esigenza di affrontare il tema del reinserimento sociale dei detenuti e degli ex detenuti.
Per parte nostra abbiamo cominciato a muoverci. Come?

Innanzitutto attraverso il giornale, naturalmente: a partire dal prossimo numero Casa e Lavoro costituirà una rubrica stabile della Gazza, finalizzata a mettere in comunicazione l’offerta e la domanda di abitazioni e di impiego secondo parametri accessibili al detenuto.

Si è inoltre recentissimamente costituita, a Novara, la Cooperativa sociale Multidea, prima esperienza cooperativa nata dall’iniziativa diretta di persone in esecuzione penale esterna.
Il progetto Multidea si propone di favorire il reinserimento sociale e lavorativo di soggetti svantaggiati principalmente aventi problemi di giustizia (detenuti, detenuti in esecuzione penale esterna, ex detenuti), attraverso la cooperazione quale forma solidale di partecipazione collettiva. La cooperativa sociale Multidea offre ai soci-lavoratori che si trovino in queste condizioni la possibilità di mettere a frutto le proprie competenze professionali al servizio delle varie esigenze formative e di servizio presenti sul territorio.
La metodologia sia di progettazione che di erogazione delle attività è essenzialmente di tipo diretto e partecipativo. L’obiettivo, infatti, è di offrire - inizialmente ad un piccolo gruppo di soci lavoratori - la possibilità di implementare le proprie competenze per ottenere tanto una personale sicurezza sotto il profilo dell’impiego quanto l’opportunità di fungere da vettore propulsivo ed agevolare le finalità descritte nei confronti di altri soggetti in analoghe condizioni di svantaggio.
I servizi offerti dalla cooperativa coprono vari campi di intervento, in particolare:
l attività formativa, mediante la programmazione e l’erogazione di corsi di: alfabetizzazione e corsi avanzati di informatica; introduzione all’uso del computer per lavoratori stranieri; grafica, prestampa, trattamento delle immagini, desktop publishing, cad; web design, costruzione ed animazione siti web; corsi aziendali (preparazione del personale di PMI all’uso di base ed intermedio del computer; sicurezza del lavoro (D.Lgs 626/94 e s.m.i.); normativa sulla privacy (D.lgs. 196/03); sostegno scolastico per studenti medi, superiori ed universitari in materie umanistiche e scientifiche.
l servizi e consulenze informatiche in systeming administration e networking.
l progettazione e realizzazione grafica di siti web, materiale pubblicitario e modulistica varia con stampa digitale in proprio e tipografica conto terzi.
l attività di sgombero, smaltimento e piccolo trasporto.
l attività di impianto e manutenzione di aree verdi (piantumazione, potatura, taglio e manutenzione ordinaria, impianti di irrigazione).

Sempre recentemente - e sempre a Novara - si è data forma giuridica l’associazione culturale La luna dal pozzo, anch’essa finalizzata, con le modalità proprie ad un’organizzazione di volontariato, alla valorizzazione e all’implementazione delle possibilità culturali e sociali di ridurre quella separatezza tra carcere e società che rappresenta una delle cause primarie della situazione di obiettivo svantaggio che accompagna i detenuti ben oltre la fine della condanna.

Insomma, qualcosa si sta muovendo: a noi tutti il compito di aiutare questo movimento.

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Copertina
Tempo da buttare?
Pagina 2
Editoriale: eccoci
Pagina 3
Le parole per dirlo
Chi è Tamara
Pagina 4
Conoscere l'AIDS
Speciale indulto
Ai lettori
Niente applausi
Diamo i numeri
Storia e politica
Testo integrale l. 241/06
Spazio U.E.P.E.
Pagina 13
Intervista al Magistrato
La recidiva è fisiologica
Pagina 14
Perchè migranti
Sigaretta e dentifricio
Pagina 15
Vivere e lavorare

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collaborano

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