VERBANIA: LA GATTABUIA
E' ovvio che tra i compagni di volo della Gazza occupano un posto particolare tutti coloro che davvero - ossia coi fatti più che coi discorsi - si spendono per dare un significato concreto a parole come inclusione, solidarietà, accoglienza e via discorrendo.
Sotto questo profilo gli amici di Verbania hanno fatto cose veramente egregie, che ci piace raccontare e alle quali guardiamo con grandissimo interesse.
In pratica si tratta di questo: partendo da una situazione normalmente azzerata, Marco, Donato, Arianna, Barbara e gli altri sono riusciti a mettere in piedi un'iniziativa in grado di rispondere in modo fattivo alle richieste di sostegno giuridico e di inclusione abitativa e lavorativa che anche a Verbania, come dappertutto, provengono dal carcere e - più in generale - dal variegato mondo del disagio sociale.
Il lavoro che si sta svolgendo copre, in effetti, le tre aree tradizionalmente più significative dell'inclusione rivolta a persone con problemi di giustizia.
Il primo settore di intervento riguarda la consulenza e il sostegno legale, effettuati tramite appositi colloqui svolti presso la C.C. di Verbania; il secondo concerne la questione dell'inserimento abitativo, attraverso l'approntamento di una struttura di accoglienza che ad oggi ha erogato oltre 6.000 giorni di accoglienza in favore di circa trenta persone; il terzo profilo d'azione, infine, risponde alle necessità lavorative dei detenuti ed ex detenuti, grazie al decollo di Gattabuia.
Si tratta di un progetto particolarmente attraente, che prevede la formazione di esperti gastronomici in grado di erogare servizi di catering alla cittadinanza.
L'idea ha trovato attuazione a partire dall'aprile 2006, grazie alla partecipazione dei tanti amici (chi più, chi meno, chi per nulla coinvolto nel progetto) che hanno fornito un aiuto in tutte le attività di pulizia, sistemazione e decorazione della mensa.
Dal 24 aprile la mensa stessa ha quindi aperto le sue porte e ha iniziato ad erogare i suoi servizi alla città, suscitando una grande attenzione e curosità.
In effetti, pur col peso della difficile eredità lasciata dal precedente gestore, Gattabuia è riuscita in breve tempo a riscuotere positivi riconoscimenti: il servizio di mensa sociale del mezzogiorno ha progressivamente risollevato le sue sorti passando da una media pasti giornaliera di 2/3 persone, ad una media di 25/30 alla fine del mese di maggio, per giungere alla fine di luglio ai 30/35.
Nella stessa direzione è andata la conferma del servizio di refezione scolastica in convenzione con il Comune di Verbania al termine del periodo di prova, che per molti rappresentava un'insidiosa scommessa, data la concorrenza di un grande gruppo di ristorazione collettiva, ed è stato avviata la sperimentazione delle serate aperte al pubblico.
A partire dalla metà di maggio ha iniziato a funzionare anche il laboratorio di cucina presente all'interno della Casa Circondariale, fornendo un utile supporto a Gattabuia nella preparazione di pane, pasta fresca, dolci, pizze.
Il tutto ha consentito l'inserimento lavorativo di sei persone: quattro all'interno della C.C. di Verbania e due all'esterno.
Crediamo si tratti di un'esperienza da copiare senza vergogna, che dimostra una volta di più come esistano - in carcere - le energie e le competenze necessarie ad avviare e alimentare progetti in grado di collocarsi autonomamente sul mercato: fuori da qualsiasi logica assistenzialistica.
Insomma: solidarietà vera e non pietismo. Bravissimi.
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