CONVEGNO INFORMAZIONE E CARCERE
In famiglia possiamo anche dircelo: è andata davvero bene. Molto meglio di quanto il più ottimista di noi avesse mai osato sperare. Il convegno del 6 Dicembre - che ha tenuto a battesimo la Gazza ladra - si è in effetti svolto in una cornice di critica e di pubblico quasi imbarazzante, per il nostro introverso e timido volatile.
Sarà stata la fortuna dei principianti oppure la benevolenza di parenti ed amici, vai sapendo: sta di fatto che l'accoglienza ricevuta dal primo numero del giornale è stata davvero generosa di complimenti e riconoscimenti.
Complimenti e riconoscimenti tanto più significativi in considerazione della qualità degli interventi svolti dai relatori e dai partecipanti al successivo dibattito.
Il tema - informazione e carcere, of course - è stato svolto e trattato da addetti ai lavori e no, da figure istituzionali e semplici cittadini, da detenuti e professionisti dell'informazione, da amministratori pubblici e magistrati: ciò che ne è uscito rappresenta, a nostro giudizio, un contributo importante su una questione di stringente attualità come quella legata al rapporto, spesso distorto, tra sistema mediatico e universo penitenziario.
Ma non si è trattato solo di questo: l'incontro è servito anche per fare il punto sulle diverse iniziative che negli ultimi anni si sono poste in essere - a Novara - per rompere l'impermeabilità reciproca tra dentro e fuori.
Dopo i saluti e l'introduzione di Massimo Tosi - assessore alle politiche sociali della Provincia di Novara e amico di primo volo della Gazza - è toccato alla dott.ssa Chiara Rondini sottolineare come il giornale costituisca “lo strumento privilegiato per diffondere informazioni all'interno del carcere, ad esempio su casa e lavoro, e per fare conoscere all'esterno la vita dei detenuti”.
Il Direttore della Casa Circondariale di Novara, dott.ssa Onilde Guidi, per parte sua, in un intervento straordinariamente schietto, ha riconosciuto il suo scetticismo iniziale di fronte alla proposta Assa e al progetto Giornate per l'ambiente: “Al principio non ci credevo, invece l'iniziativa è riuscita benissimo. Ha avuto un ottimo impatto sul carcere e anche la città ha reagito bene: è stato emozionante vedere il legame che si è creato tra i reclusi e i disabili del centro di Villa Segù, dove i detenuti hanno reso agibile il parco. Il giornale è il tentativo di mostrare che il carcere è un quartiere, diverso, della città”.
La giornalista Carla Chiappini moderatrice del dibattito e portavoce del giornale Sosta Forzata, ci ha chiarito come non esistano competenze specifiche tra i cronisti che si occupano delle notizie relative al pianeta carcere: “Mentre un giornalista sportivo è professionalmente tenuto a conoscere la disciplina agonistica di cui si occupa, chi scrive di carcere è spessissimo del tutto all'oscuro della situazione penitenziaria: le notizie vengono quasi sempre fornite dalle forze dell'ordine e subiscono una ovvia torsione legata al particolare angolo di visuale della fonte”.
Dopo l'intervento del Magistrato di Sorveglianza di Novara (che riportiamo nella prossima pagina) e dopo la relazione del dott. Margara (un'istituzione, nella storia della Magistratura di Sorveglianza di questo Paese: vedi box a lato), è stata la dott.ssa Fuggetta a spiegarci, a nome del Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria, l'importanza dell'esecuzione penale esterna: anche alla luce del recente provvedimento indultivo promulgato con la legge n° 241/2006.
Dopodichè, come è ovvio, ha detto la sua anche la Gazza , il cui intervento può essere icasticamente sintetizzato in poche parole: “schiena dritta e camminare sempre”.
Insomma: poteva decisamente andare peggio.
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