ORDINAMENTO PENITENZIARIO : IL TRATTAMENTO
Il capo area degli educatori della Casa circondariale di Novara, Patrizia Borgia, ha raccolto l'invito della Gazza a spiegare, in modo chairo e conciso, termini e fini dell'osservazione scientifica della personalità, passaggio fondamentale di ogni detenuto definitivo per poter accedere a qualsiasi tipo di beneficio.
Mi è stato chiesto di parlare in maniera sintetica di una delle attività più importanti svolte dall'educatore, ossia l'osservazione della personalità, prevista dall'art. 13 dell'Ordinamento penitenziario e dagli articoli 27, 28 e 29 del Regolamento di esecuzione.
Dovendo fornire informazioni sull'argomento, utili a chi sta vivendo un'esperienza detentiva, cercherò di parlare dell'osservazione rispondendo alle domande più frequenti che mi vengono rivolte durante i colloqui.
D.: Tutti i detenuti devono essere sottoposti ad osservazione?
R.: No, solo i detenuti cosiddetti definitivi, ossia tutti coloro la cui condanna è passata in giudicato e che accettano di sottoporsi ad essa.
D.: Il detenuto deve chiedere di essere sottoposto ad osservazione o viene avviata automaticamente?
R.: Non è necessario richiederla; viene disposta dagli educatori non appena la condanna diventa definitiva o, in alcuni casi, nel momento in cui il detenuto presenta una richiesta di misura alternativa.
D.: Quanto dura di norma l'osservazione?
R.: La legge prevede un termine minimo di un mese ed uno massimo di nove. La durata dipende dall'acquisizione di tutti i documenti e di tutte le informazioni necessarie che vengono richieste agli Organi competenti, ma non solo: anche l'entità della pena da espiare ne condiziona la durata.
D.: Quali sono i documenti e le informazioni che vengono richiesti durante l'osservazione?
R.: Il certificato penale e quello dei carichi pendenti, le sentenze di condanna, le relazioni sul comportamento e la partecipazione alle attività trattamentali svolte negli eventuali altri Istituti penitenziari ove il detenuto ha espiato periodi della pena in esecuzione.
D.: Da quali Operatori viene condotta l'osservazione?
R.: è condotta dal GOT (Gruppo di Osservazione e Trattamento). Tale gruppo è composto dal direttore dell'Istituto che lo coordina, dall'educatore, dall'assistente sociale, dallo psicologo/criminologo, da personale di Polizia penitenziaria e, in generale, dai dipendenti dell'Istituto che hanno svolto osservazione o hanno instaurato rapporti significativi col detenuto (ad esempio: il cappellano, gli insegnanti, i formatori, gli assistenti volontari, ecc.).
D.: Cosa vuol dire osservare un detenuto?
R.: Ogni operatore appartenente al suddetto GOT svolgerà l'osservazione per quanto compete il proprio ruolo professionale: l'educatore, pertanto, condurrà un'osservazione comportamentale e della comprensione di atteggiamenti umani che orientano la vita di ciascun soggetto, la sua disponibilità nei confronti della vita di istituto e dei possibili programmi alternativi. Accoglierà ed utilizzerà, inoltre, i dati di conoscenza e di esperienza che altre persone a contatto con il soggetto avranno avuto modo di rilevare.
L'assistente sociale effettuerà un'indagine familiare e lavorativa del soggetto, analizzando con i familiari stessi - ove è possibile - gli eventi critici nella vita personale del detenuto, l'ambiente sociale e culturale di provenienza, le esperienze lavorative maturate.
Lo psicologo/criminologo fornirà notizie sulla personalità del detenuto, sul grado di affettività, sulla revisione del passato e sull'elaborazione del reato commesso.
Il personale di polizia penitenziaria, infine, fornirà elementi di conoscenza relativi agli atteggiamenti del soggetto nei confronti del personale e dei compagni emersi soprattutto nei momenti di vita in comune.
D.: Dopo aver condotto l'osservazione come vengono utilizzate tutte le notizie raccolte?
R.: Al termine dell'osservazione viene redatto un documento di sintesi, così chiamato proprio perché riassume le relazioni di ogni operatore dando luogo ad un unico elaborato, la cosiddetta relazione di sintesi.
Tale relazione si conclude con una ipotesi di trattamento: in essa vengono indicate le linee fondamentali degli interventi da svolgere in favore della persona ai fini della risocializzazione. Saranno perciò indicate le attività (di lavoro, di istruzione, di formazione ed altro) nelle quali il detenuto è disposto ad impegnarsi, i collegamenti da mantenere con la famiglia, l'eventuale idoneità all'ammissione al lavoro all'esterno, ai permessi premio ed alle altre misure alternative.
D.: L'osservazione nei confronti di un soggetto viene condotta una sola volta durante la detenzione?
R.: Spesso le relazioni vengono aggiornate nel corso della detenzione, soprattutto quando vengono a modificarsi le condizioni soggettive del detenuto o quando si ritiene di dover verificare il percorso trattamentale da lui effettuato.
D.: A chi viene inviato il documento di sintesi?
R.: Al Magistrato di Sorveglianza competente per territorio che ha il compito di approvare l'ipotesi trattamentale e verificare che in esso non siano stati violati i diritti del condannato. Dopo l'approvazione del Magistrato la relazione di sintesi viene inviata al Tribunale di Sorveglianza se il condannato ha presentato istanza di misura alternativa alla detenzione.
D.: è possibile conoscere l'esito della propria osservazione?
R.: Non solo è possibile, ma direi che sarebbe buona norma portare a conoscenza del condannato l'ipotesi trattamentale prevista dal GOT e discutere tale percorso con l'interessato.
collabora al nostro giornale - scarica il pdf della gazza ladra - scarica il testo dell'articolo
|