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COMUNITA' DI S. EGIDIO

La Comunità di Sant’Egidio nasce a Roma nel 1968, all’indomani del Concilio Vaticano II. Oggi è un movimento a cui aderiscono più di 50.000 persone, impegnato nella comunicazione del Vangelo e nella carità a Roma, in Italia e in più di 70 paesi del mondo.
Le differenti comunità, sparse nel mondo, condividono la stessa spiritualità e i fondamenti che caratterizzano il cammino di Sant’Egidio: la preghiera, che costituisce un elemento essenziale come centro e luogo primario dell’orientamento complessivo della vita comunitaria; la comunicazione del Vangelo, cuore della vita della Comunità, che si estende a tutti coloro che cercano e chiedono un senso nella vita; la solidarietà con i poveri, vissuta come servizio volontario e gratuito, nello spirito evangelico di una Chiesa che è, secondo la definizione di Papa Giovanni XXIII "Chiesa di tutti e particolarmente dei poveri"; l'ecumenismo ed il dialogo, indicato dal Vaticano II come via della pace e della collaborazione tra le religioni, ma anche come modo di vita e come metodo per la riconciliazione nei conflitti.


LA COMUNITA' DI S. EGIDIO ED IL CARCERE

La solidarietà con i poveri, ha condotto alcune persone della Comunità a visitare le carceri in Italia o in altri paesi europei, anche in Africa (ad esempio in Mozambico e in Guinea Conakry) e in America Latina (in Bolivia). I poveri, infatti, spesso vanno in prigione. Vi si trovano persone in condizione di bisogno sociale ed economico, che vivono per la strada, o con gravi difficoltà personali; sono stranieri, tossicodipendenti, alcolisti, malati di AIDS. Frequentano le mense, i centri di accoglienza, la strada e i quartieri nei quali è presente la Comunità. E’ stata l’amicizia con loro che ci ha “traghettato” in prigione. Ed il carcere, mondo chiuso e sconosciuto, è diventato luogo familiare, frequentato con regolarità da molti della Comunità di Sant'Egidio.
La prima opera della Comunità con i detenuti è la visita. Andare ad incontrare chi è carcerato vuole dire rifiuto dell'emarginazione e dell'isolamento. L’attività in carcere è estremamente diversificata, a seconda delle situazioni personali e dei diversi luoghi di reclusione. Si è creata una rete che provvede ad una sorta di segretariato sociale, che aiuta nel disbrigo di tante necessità burocratiche ma pure nel reperimento di legali. Ci si occupa di fornire vestiario e prodotti per l’igiene personale, materiale di cancelleria che permetta di mantenere una corrispondenza epistolare, come nelle carceri russe; in Africa cibo e medicine ed in Mozambico in particolare la terapia per la cura dell’AIDS. In Bolivia si fa la scuola per i bambini figli delle detenute, in Italia anche il catechismo per chi in carcere vuole ricevere i sacramenti.
Chi siamo
Ass. Abacashì
Coop. Multidea
Ass. La luna dal pozzo
Comunità S. Egidio
Caritas Italiana
grafobit

con il contributo

collaborano

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