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LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA

Nell'ambito del progetto Dietro un lucchetto, all'interno della Casa circondariale di Novara è stato organizzato un laboratorio di Scrittura creativa diretto dallo scrittore Antonio Ferrara.

Di fronte a una società che si presenta sempre più orientata a sorvegliare e punire, che chiede di allontanare da sé ogni forma di insidia e di fastidio, il carcere si erge come simbolo, quasi un totem, della separazione dei buoni e cattivi. Come luogo di compressione dei più elementari diritti umani.

Come se un uomo che commette un reato non sia una ricchezza da recuperare ma un ferro vecchio da buttare. Si resta così lì dentro fermi, a contare il tempo scandito dai riti quotidiani, in attesa che tutto passi.

Il tentativo è stato dunque quello di passare dal tempo contato al tempo raccontato, vissuto da protagonisti, rivisitando magari con ironia e distacco il proprio passato, per provare a trasformare e cambiare il presente.

Abbiamo lavorato insieme sulle parole del distacco, parole come Ricordo, Attesa, Esilio, Fuga, Abbandono, Perdita, Nostalgia, Speranza.
Abbiamo tentato di ascoltare voci scappate da feritoie, che cercano una breccia.

E’ stato possibile attraverso la presa in carico, con gesti di cura, delle storie, dei tortuosi percorsi di vita di chi sa sfidare ma non sa fidarsi. Scoprire, attraverso la costruzione di un rapporto tra dentro e fuori, che ci si può muovere senza spostarsi mai. Che grazie al racconto si può andare restando, che si può provare a rinnovare il contatto con l’altrove perduto.

Non basta stabilire quanto uno deve pagare per la colpa commessa. Ciascun uomo ha bisogno di ritrovare speranza. Bisogna entrare in carcere e scoprire che non è un luogo popolato da mostri.

Basta avere tempo, voglia e determinazione ad ascoltare, per scoprire che questi uomini hanno una gran voglia di raccontarsi, di dimostrare che hanno energie, doti e abilità sorprendenti.
Che hanno voglia di urlare che sono ancora uomini.

Uomini capaci di tanto sogno.

Antonio Ferrara


GIUSEPPE BINI

Quando arrivava l’estate e con essa la fine della scuola, sarei partito per trascorrere le vacanze dai miei nonni, questo già lo sapevo e l’attendevo comunque con ansia. Ci sarebbe stato il viaggio, sicuramente breve ma che allora mi pareva un lungo viaggio, ci sarebbe stata più libertà, i nonni concedono molto di più dei genitori. In cambio, anche questo lo sapevo, ci sarebbero stati il taglio dei capelli e la purga depurativa.
Ma poi ci sarebbero stati due mesi di giochi, spensieratezza e gioia.
Questo mi ricordo in particolare della mia infanzia e quanta nostalgia mi provoca il ricordo di tutte quelle persone che oggi non ci sono più, alle quali però vorrei dire ancora una volta grazie, per tutto quello che mi hanno dato.

HO TRASCORSO LA NOTTE

Ho trascorso la notte con una bellissima donna abbiamo parlato di noi e parlando ci siamo trovati a letto. Quella notte è stata una delle più belle notti perché abbiamo fatto l'amore ma anche perché abbiamo istaurato un bel rapporto che personalmente non credevo che succedesse. La notte, perché non so, ma credo che un giorno ci rivedremo.

Voglio, ho detto che voglio .

Da tempo ho detto che voglio cambiare come persona che non faccio più reati perché in galera è triste. Voglio finire sta galera e pensare una famiglia, lavorare e stare vicino alla mia famiglia, agliamici ecc. Passano gli anni e la vita è corta. Mi devo passare questa mezza vita per bene e serio perchè sono stufo con Luca Luca...

Ho trascorso la notte

Nel luogo dove mi trovo e molto probabile trascorere le notte in bianco c'è sempre una motivazione di non riuscire a prendere sonno i troppi pensieri che di notte vengono più delle volte sono sempre rivolti ai propri cari. E così la notte diventa sempre più lunga. Nei luoghiin qui viviamo si trova spazio per evadere con la mente perché il posto è molto ristretto ed il pensiero è sempre li in qualsiasi modo ti giri e ti giri sempre al punto di partenza si ritorna sempre alla realtà.

Ho trascorso la notte ascoltando i rumori che provenivano dall'ambiente che mi circondava. I rumori delle chiavi degli agenti del carcere, qualche televisore acceso, ma soprattutto i lamenti che provenivano dal compagno di cella che dormiva sopra di me

Sono tre notti mi sveglio di soprassalto a causa dei suoi incubi non riesco a comprendere cosa dice parla straniero e io non lo conosco ma sento l'angoscia che c'è in lui.

Chisà magari anch'io qualche notte ho parlato nel sonno, nei primi giorni che ci si trova in carcere è invitabile provare ansia, angoscia, paura. Ho soccorso il mio compagno cercando di comprendere lo stato d'animo cercando di portare la mia, purtroppo esperienza in suo aiuto.

IL FIGLIO

Il figlio stava seduto nell' oscurità e la sua mente ripercorreva sulle sua bravata del fiducia fiducia. Il padre sedeva a distanza lo osservava negli occhi. Cose.
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